Viareggio, il Carnevale deve fare quadrare i conti della città: sole permettendo

Aspettando il sole e discutendo – come sempre accanitamente – su quale sia il carro più bello, meritevole di vincere il primo premio e di ricevere il bonus economico previsto dalla Fondazione (quota fissa per tutti i carri di prima categoria, poi surplus in base al piazzamento: nel bilancio 2017, impegno di spesa complessivo per un milione e 216mila euro), Viareggio entra nel vivo del Carnevale facendosi carico ancora una volta di dare una bella boccata d’ossigeno all’economia della città. Una decina di anni fa, un’analisi del quotidiano economico nazionale, aveva calcolato in 20 milioni di euro l’indotto prodotto nell’arco di tempo della manifestazione. Analisi che nel 2017 era stata ritoccata con un aumento del 20%: 24 milioni di euro. Per qualcuno, un dato empirico, per altri veritiero. La solita storia, difficile mettere tutti d’accordo, difficile trovare un commerciante che dica ‘sono soddisfatto al cento per cento’, è più facile trovare chi sostiene ‘è andata bene, ma gli anni scorsi andava meglio’. Insomma, molte cartine fumogene anche sugli affari ma provate a cercare posto in un ristorante la domenica di Carnevale a Viareggio e dintorni… Rischiereste di rimanere senza mangiare. E anche sconfinando a Lido di Camaiore o Torre del Lago, la musica è spesso la stessa: ovviamente se c’è il sole, l’ingrediente fondamentale per la riuscita della manifestazione, il valore aggiunto a quel che può offrire una città che vive di turismo e di commercio.

Le prime risposte al botteghino nel primo corso del 2018, stando alla Fondazione Carnevale, sono state in linea con il bilancio preventivo: c’è stato semmai un aumento dei biglietti-cumulativi (l’equivalente degli abbonamenti per gli spettacoli sportivi) che hanno già portato più di 800mila euro nelle casse della Fondazione e anche questo aspetto potrebbe essere interpretato come un segnale di lenta guarigione della città visto che la maggior parte dei cumulativi sono in mano alle famiglie viareggine. Ma per far quadrare il bilancio della Fondazione servirà non solo il sole nei prossimi corsi ma sempre il sostegno del pubblico, soprattutto la Regione dopo che il Comune ha dovuto drasticamente ridurre il sostegno a causa di quel dissesto economico che da diverso tempo è una palla al piede dello sviluppo.

Attenzione, però, parlando di affari per Carnevale: attorno ai corsi e alla sfilata dei carri di cartapesta sui viali a maree non ci sono solo i grandi numeri degli incassi (per la Fondazione) e l’economia di alberghi, ristoranti e bar,  il caffé e il cappuccino, il fritto misto o il risotto di mare o la trabaccolara, la mezza pensione con la colazione. La città vive il Carnevale anche in un altro modo, c’è un’economia minore che ruota attorno ai carri con i figuranti mascherati (non meno di 100 euro a testa per un vestito), alle feste rionale, ai veglioni (che si espande anche negli altri Comuni rivieraschi), senza dimenticare l’indotto spicciolo per la produzione e la commercializzazione di coriandoli e stelle filanti. Ma c’è anche un’economia legata al circuito dei carri con i banchetti per le vendita di bomboloni & ogni altro prodotto commestibile. Il Carnevale è anche luna park, macchinine e ruote panoramiche: un divertimentificio che dura quattro settimane, che garantisce aumento degli incassi in quasi tutte le attività e anche la ‘creazione’ a tempo di posti di lavoro, anche se a tempo, basti pensare a coloro che collaborano con i carristi per la creazione dei carri. Ecco perché Viareggio non può a fare meno del suo Carnevale: è questo l’unico modo – sbandierando i numeri – per zittire chi non crede che il Carnevale sia realmente un indispensabile volano economico per la città nei mesi invernali.