Viareggio, il ‘nuovo’ Carnevale con meno evasione e più riflessione

C’è chi sostiene – esagerando all’ennesima potenza – che anche Viareggio sia finita nel mirino del dittatore coreano Kim Jong-un, perché ‘colpevole’ di averlo ritratto ironicamente in una maschera di cartapesta in vista del prossimo Carnevale, con il suo abbecedario da provocatore-guerrafondaio. Paradosso dei paradossi: Viareggio e il suo Carnevale, dalla guerra termonucleare globale, vogliono stare alla larga. Però… Però, mai come al Carnevale del 2018 i temi dei carri saranno molto impegnati e di riflessione, lontani (non tutti per la verità) da quel gusto della satira, soprattutto politica e dai temi di evasione che hanno fatto la storia della ultrasecolare manifestazione viareggina. Perché? Difficile dare una risposta secca: probabilmente in un periodo come questo, le grandi tensioni internazionali, la paura del terrorismo, i venti di guerra e la crisi congiunturale ben lontana dall’essere superata, hanno finito per inaridire la verve dei carristi. E’ solo un’ipotesi ma credibile. Al tempo stesso, si può anche ipotizzare che i costruttori dei carri abbiamo deciso, non in blocco, di trasformare il Carnevale non in un semplice momento di evasione collettiva, ma di riflessione generale su temi in cui la gente comune si scontra tutti i giorni. Dai problemi che debbono affrontare nel quotidiano i portatori di handicap (sul carro di Massimo e Alessandro Breschi ci sarà un Pulcinella sulla sedia a rotelle) ai rischi per la salute prodotti da chi fuma le sigarette; dagli ingranaggi asfissiante del potere economico e dall’integralismo religioso agli effetti devastanti della guerra, oppure ai grandi del pianeta, da Trump a Putin, da Xi Jinping a Kim Jong-un che continuano a scherzare con il fuoco. Di tutto e di più. Per divertire, far riflettere e richiamare gente: la città non aspetta altro perché fra una stagione estiva e l’altra il Carnevale – e tutto il suo indotto – è una bella boccata di ossigeno per l’economia cittadina.
Se i temi proposti dai carristi di prima e seconda categoria e dalle maschere isolate fanno più discutere che sorridere, beh questo è un altro discorso. ‘Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c’è certezza’ scriveva nel Rinascimento Lorenzo il Magnifico: ognuno rimanga della sua idea e viva la manifestazione viareggina come meglio crede. Il Carnevale andrà avanti sulla sua strada, con pregi e difetti, con limiti strutturali e finanziari ma sempre con una grande passione. Sulla Fondazione c’è l’impronta del presidente Marialina Marcucci, impronta che in qualche scelta ha finito per alimentare il partito dei criticoni in servizio permanente effettivo, dalla scelta di vietare l’alcool sui carri, a quella di far svolgere due corsi (su cinque) il sabato invece della domenica: si comincia sabato 27 gennaio, si passa a domenica 4 e domenica 11 febbraio, il corso di martedì grasso il 13 (in notturna) e gran finale, con fuochi pirotecnici dopo la proclamazione dei vincitori, sabato 17 in notturna. Il tutto accompagnato da feste rionali, veglioni, manifestazioni sportive, appuntamenti culturali, che per un mese trasformano Viareggio in un piccola grande capitale dello svago e del relax. Se poi il tempo non si mette a fare le bizze (per la sfilata dei carri, un conto è convivere con un po’ di freddo, un altro con la pioggia o peggio ancora, come accedde un quarto di secolo fa, con la neve), il pienone è assicurato con tutto quel che comporta di benefico ad un città, particolare da non dimenticare, che deve sempre fare i conti con gli effetti devastanti del dissesto economico del Comune. Quella ferita è ancora aperta e per rimarginarla in pieno ci sarà bisogno ancora di molto tempo anche se qualche segnale positivo nell’arredo urbano e negli indicatori economici del lavoro, si è indubbiamente visto.