Viareggio, il pallone spegne 100 candeline fra speranze, impegno sociale e tormenti

Se qualcuno conosce il quiz televisivo ‘L’eredità‘ (prima del Tg delle 20 su Rai 1), ci segua in un questo giochino molto simile a quello che conclude il programma. Provate a rispondere ad una serie di domande che hanno una matrice fortemente sportiva. Ma non solo. Vedrete che in fondo, comparirà una sola parola e attorno a quella proveremo a raccontare un evento… lungo uno o cento anni. Pronti, via: dunque. Cominciamo con la prima domanda, molte delle quali, ce ne rendiamo conto, sono per fini intenditori di pallone, anche se Internet è un alleato affidabile: in quale formazione di club militava Giulio Cappelli, capitano – ma solo nelle prime due partite, poi si infortunò – della Nazionale italiana impegnata alle Olimpiadi di Berlino nel 1936, poi vinte? Seconda domanda: in quale città era nato Carlo Biagi, primo giocatore italiano ad avere messo a segno in Nazionale, quattro reti nel corso della stessa partita (Italia-Giappone 8-0, sempre alle Olimpiadi di Berlino)? Terza domanda: in quale squadra il campione del mondo di calcio nel 1938 in Francia, Aldo Olivieri ha chiuso la sua carriera da calciatore e iniziato quella da allenatore? In quale città nel 1926 è stata redatta la ‘Carta’ che in pratica regolarizza il calcio professionistico in Italia?  Nello stadio di quale città la Nazionale italiana femminile nel febbraio del 1968 ha disputato la sua prima partita ufficiale (Italia-Cecoslovacchia 2-1)? In quale città, dopo una partita di calcio negli anni ’20 del secolo scorso, si verificarono incidenti nel corso dei quali ci fu un morto, il primo della tragica sequenza che ogni anno continua purtroppo ad essere aggiornata? Con la maglia di quale squadra Antonio Di Natale ha segnato la sua prima tripletta da professionista nel campionato di serie C2 1998-99? Risposte difficili? Può darsi.

E allora – come nel gioco dell’Eredità quando la soluzione arriva – ecco gli ‘aiutini’ che sicuramente spalancheranno le porte al nome esatto. Ne diamo tre, in rapida successione: a quale sezione arbitrale apparteneva l’arbitro Pierluigi Collina quando nel 2002 diresse la finale dei campionati mondiali in Giappone-Corea del Sud fra Germania e Brasile? Dove viene organizzato da oltre 70 anni il torneo giovanile mondiale di calcio per formazioni giovanili? Dove è nato Marcello Lippi, commissario tecnico della Nazionale italiana che nel 2006 ha vinto i campionati del  mondo in Germania? Ora è più semplice, non è vero. La parola ‘misteriosa’ è Viareggio, che proprio in questi giorni ha visto l’inizio di una serie di eventi per celebrare – ma per il momento l’iniziativa è decollata grazie all’impegno di alcuni sportivi, senza intervento del Comune o della società bianconera – i primi cento anni di calcio ‘ufficiale’, con affiliazione alla Figc. Il Viareggio Calcio è infatti nato con la fusione di diversi club locali il 20 marzo 1919. E nei giorni scorsi, proprio quando mancavano cento giorni al compleanno, è stato presentato il libro ‘Orgoglio bianconero 1919-2019 Cento anni di calcio a Viareggio‘ scritto a più mani da diversi giornalisti locali, meno giovani e giovani, che si sono occupati nel corso della loro vita professionale anche delle vicende bianconere. Duecentotrenta pagine dove sono state condensati un secolo di personaggi, numeri e storie non solo calcistiche, il tutto ovviamente arricchito da foto, testimonianze di giocatori, dirigenti, allenatori e tifosi. Il legame del centenario e del libro con il presente, con la tragica realtà che da nove anni tormenta i ricordi dei viareggini. è che l’eventuale utile dell’iniziativa (giornalisti e fotografi hanno rinunciato a qualsiasi forma di compenso) verrà devoluto all’associazione ‘Il Mondo che vorrei’ della quale fanno parte i familiari delle vittime della tragedia alla stazione ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, e al volontariato cittadino. Il libro è in vendita nelle librerie di Viareggio a 10 euro.

Nonostante Viareggio – come avete visto in precedenza – abbia scritto pagine importanti della storia del calcio italiano e internazionale, il pallone locale non riesce a vivere sonni tranquilli: dalla fine di giugno lo stadio dei Pini-Bresciani è infatti chiuso, perché sono in corso lavori di ristrutturazione alle tribune, tanto è vero che la società locale è stata costretta a disputare in esilio (Camaiore, Forte dei Marmi ma anche…. Castelfiorentino) le gare casalinghe. E proprio nei giorni che hanno preceduto l’inizio delle celebrazioni del centenario, la società ha cambiato ‘padrone’ passando da un gruppo di professionisti locali al manager Tommaso Volpi che ha assicurato di avere al suo fianco imprenditori laziali e toscani per guidare i bianconeri per lo meno alla salvezza in questa stagione e poi alzare l’asticella delle ambizioni in quella successiva. Vedremo. La storia del Viareggio calcio, soprattutto negli ultimi cinquanta anni, assomiglia molto ad una tappa alpina del Giro d’Italia, grandi scalate ma anche pericolose discese…