Viareggio, la nuova ‘via del Mare’ divide la città

Da qualunque parte si guardi, un caso spinoso per Viareggio. Che divide la città. Un confronto che al momento – un momento per la verità che… dura da quasi 40 anni – non vede una via d’uscita anche se il sindaco Giorgio Del Ghingaro intende andare avanti per la sua strada. Ed è proprio una strada, la così detta ‘via del Mare’ , che sta facendo discutere accanitamente, in qualche caso anche sopra le righe, tutta la città, ma in particolar modo la Darsena, quel quartiere ‘al di là del molo’ tanto amato da Mario Tobino.
C’è dunque una strada da costruire, per collegare l’immediata periferia industriale di Viareggio con il mare: il così detto ‘asse di penetrazione’ che nel bel mezzo degli anni ’80 quando molti cantieri avevano spostato la produzione nell’entroterra, era diventato indispensabile per poi portare in acqua gli scafi. Un primo lotto di questo maxi-progetto è stato realizzato ma arriva proprio al confine Darsena, a ridosso dell‘ex Campo d’Aviazione, anche questo un quartiere coinvolto non di striscio dalla nuova viabilità. Un primo tratto della via del Mare è dunque stato realizzato con tanto di cavalcaferrovia lungo la linea tirrenica. Ma è sul… dopo che la battaglia (di progetti, di strategie, di prospettive future) è diventata furibonda. Siamo a livello di parole, di comunicati, di comitati, pro e contro, la parte terminale dell’asse di penetrazione o via del Mare (come l’ha ribattezzata il sindaco Giorgio Del Ghingaro).
Ma è proprio la parte terminale dell’opera che ha diviso da sempre la città: c’è chi la pensava rivoluzionando la viabilità esistente all’interno del quartiere della Darsena (soluzione contestata aspramente dai residenti), chi utilizzando una vecchia strada sterrata all’interno della pineta di Levante, a ridosso dello stadio dei Pini-Bresciani. In entrambe i casi, tuoni e fulmini. Favorevoli e contrari, senza trovare un punto possibile di incontro, una mediazione per salvare capra e cavoli. Il sindaco Giorgio Del Ghingaro e la sua giunta (anche se qualcuno dei componenti probabilmente con poca convinzione) hanno sposato il progetto che nel tratto terminale della via del Mare taglia la pineta. Apriti cielo: gli ambientalisti hanno fatto rullare i tamburi, idem Italia Nostra, così come molti cittadini che hanno contestato duramente il progetto nel corso di una presentazione pubblica. Insomma, lo scontro è frontale, mentre i residenti della Darsena – favorevoli al progetto della strada in mezzo alla pineta – respirano anche se non possono essere sicuri al cento per cento che poi il progetto finale, nonostante le assicurazioni e la convinzione del sindaco, sia proprio quello. Intanto sul web fioccano le raccolte di firme per dire più in generale ‘no all’asse’ anche perché il progetto prevederebbe anche l’abbattimento di una palazzina nella quale abitano nove famiglie che hanno già preannunciato ricorso.
Ricapitolando: la via del Mare è un bel ginepraio dove chiunque ci si avventuri, semplicemente con la dialettica, rischia di finire nel vortice di contestazioni. Falchi e colombe volteggiano sul progetto in attesa che le acque si calmino ma a vedere quel che è accaduto quando il confronto è stato pubblico, a contatto con i cittadini, non c’è da esserne sicuri. Un conto è presentare il progetto ai colletti bianchi, un altro è illustrarlo alle gente comune.
Come andrà a finire? Difficile saperlo: che il sindaco Giorgio Del Ghingaro ingrani la retromarcia è un’ipotesi poco credibile. Che si arrivi al muro contro muro, non è una soluzione che farebbe bene alla città. La parola referendum sta affiorando in più settori. Ma sarà sempre consultivo. Quindi la partita è ancora aperta. Aspettando altri capitoli di una storia che probabilmente non tiene conto di un aspetto molto importante: la mutazione del ‘modo’ di fare nautica nel distretto viareggino, visto la costruzione di tanti scafi non avviene più nei cantieri cittadini ma fuori, anche all’estero. Così nella Darsena si è sviluppata la filiera degli allestimenti sempre di grande prestigio e qualità. La storia continua.