Viareggio, la stagione turistica è ancora alla ricerca della… verità: flop o top?

Se poco prima di mezzogiorno della vigilia di Ferragosto, c’erano ancora posti auto disponibili sui viali a mare di Viareggio, ad un passo e mezzo dalla Passeggiata, è un indizio. Se il ‘fenomeno’ si è ripetuto anche nei giorni successivi, alla stessa ora, beh vuol dire che qualcosa non quadra. Lucina rossa accesa. Allarme. E come diceva Agatha Christie, tre indizi fanno una prova: la stagione turistica 2018 non è brillante, foriera – a bocce ferme – di future polemiche. D’accordo, la presenza di posti auto vuoti è un dato empirico, può darsi che i villeggianti siano diventati più ambientalisti privilegiando la bicicletta per muoversi all’interno delle strade del centro per avvicinarsi al mare, ma l’impressione è che qualcosa non abbia funzionato nel messaggio turistico che soprattutto Viareggio ha proposto sullo sterminato palcoscenico internazionale delle vacanze. Ovviamente ipotizzando che non sia stata una stagione da urlo o da sufficienza piena, c’è il rischio di essere smentiti dai dati ufficiali che fra qualche mese verranno presentati dalla Provincia ma spesso i numeri – come accade per le statistiche sulla criminalità forniti ciclicamente dalle Prefetture – non forniscono lo status aderente alla realtà. In certi casi è la ‘percezione’ che qualcosa non quadra a far drizzare le antenne. Anni fa, prima che i Comuni sposassero (chi più chi meno) la raccolta differenziata, il metodo empirico per valutare la ‘quantità’ dei turisti presenti, soprattutto nelle seconde case o nelle abitazioni in affitto, consistevca nel guardare i cassonetti dell’immondizia, d’inverno mezzi vuoti, d’estate traboccanti, spesso con sacchetti a fianco del contenitore metallico.

Ma sia le associazioni turistiche di categoria e anche singoli operatori hanno subdorato qualcosa nell’aria: il mese di agosto – pur buono che possa rivelarsi al momento delle somme – non riuscirà a coprire i segni meno affiorati nei mesi precedenti. L’allarme l’aveva lanciato alla fine di luglio Asshotel Confesercenti. Allarme di fronte al quale le discussioni erano diventati terreno fertile per accendere la miccia della campagna elettorale per le ‘regionali’ del prossimo anno. Il comune di Viareggio con la ‘dependance’ turistica di Torre del Lago è quello dove sono state registrate e raccolte il maggior numero di voci ‘la stagione turistica non è decollata’. Risalendo verso Nord, passando da Lido di Camaiore e Marina di Pietrasanta, il quadro è sicuramente migliore, così come a Forte dei Marmi che continua a vivere in una dimensione particolare, svincolata dal resto della zona. Forte dei Marmi è una macchina da pole position (o dintorni) dal Formula 1; gli altri Comuni hanno una cilindrata diversa, anche se Pietrasanta sfoggia il suo straordinario appeal culturale con la città-museo all’area aperta (oltre alle gallerie) e Camaiore, oltre al mare punta molto sull’entroterra; Massarosa, Seravezza e Stazzema non hanno lo sbocco al mare ma sviluppando un turismo culturale, storico-artistico, ambientale e gastronomico riescono a far quadrare il cerchio. Di riffe o di raffe, con punte di eccellenza e qualche caduta di stile, se la sfangano. Piu’ difficile e complesso è il quadro di Viareggio che da una parte si porta dietro il peso del confronto il passato – sport preferito dai viareggini – e dall’altra dà l’impressione di non essersi ancora sintonizzata definitivamente sul nuovo modo di fare turismo. Hanno ragione coloro che sostengono ‘la rendita di posizione è finita da anni’. Non si può crescere se si pensa a ‘come eravamo’ e ‘quanto era bella la mi’ Viareggio’. Il ‘mi’ riordo’ deve lasciare campo a nuove idee, investimenti e voglia di rischiare, altrimenti il popolo delle vacanze o sceglierà la spiaggia libera a levante, oppure un passo alla volta volterà le spalle alla ‘vecchia’ Perla del Tirreno. Nel mare magnum di questa estate contraddittoria, una luce si è accesa a Viareggio: il rilancio del Centro Congressi Principe di Piemonte, o Principino che dir di voglia, stabilimento balneare, bar, ristorante, centro congressi. Un piccolo gioiello rilanciato dal tandem Roberto Brunetti-Enrico Bogazzi, con un investimenti di otto milioni e mezzo di euro, dopo averlo acquistato all’asta. Già perché il Principino era uno dei ‘gioielli’ del Comune ma il dissesto degli anni scorsi ha provocato la perdita dei beni pubblici.