Viareggio, le prime spine per la ‘rosa’ di Del Ghingaro bis

Giorgio Del Ghingaro è tornato a pieno titolo a guidare il comune di Viareggio, Comune espressione di una città malaticcia che ha bisogno di una robusta cura ricostituente a base di iniezioni di fiducia, di investimenti e di fatti concreti. E dopo qualche giorno di trattative, Del Ghingaro ha varato la sua giunta-bis. Non è stato facile perché la ventilata pace con il Pd – per dirla alla viareggina, un possibile ‘riappattumamento’ in barba ai precedenti squilli di guerra – non c’è stato anche se da via Regia (la storica sede prima del Pci, poi dei Ds e ora del Pd) certi segnali di deporre le armi, o quanto meno di… mettere la sicura o di rinfoderare le sciabole sguainate, ci siano stati. Non è un caso che nella sua giunta-bis ci sia il giovane Federico Pierucci, in quota Pd al comune di Massarosa (lascerà l’incarico di consigliere delegato alla cultura), considerato negli ambienti della sinistra uno degli astri nascenti della politica versiliese. Insomma, Del Ghingaro ha portato a casa – almeno sulla carta – un sostanziale patto di non belligerenza su ogni sua mossa da parte del Pd, anche se la pace assoluta appare ancora lontana. E non è un caso che in giunta ci sia anche Patrizia Lombardi, già espressione di una lista civica che aveva appoggiato il candidato del Pd alla precedenti elezioni amministrative.
Ma il debutto della giunta-bis di Giorgio Del Ghingaro non è stato indolore visto che è subito sbocciata la prima grana. A piantarla è stata Rossella Martina, già vice-sindaco della prima giunta, che ha rispedito al mittente le deleghe. Uno strappo bello e buono con la firma di chi per prima era stato a proporre il nome di Giorgio Del Ghingaro come possibile candidato sindaco a Viareggio. Rossella Martina, una firma autorevole del giornalismo prestata alla politica, aveva intercettato gli umori della piazza con la lista civica ‘Viareggio tornerà bellissima’. E dopo la prima esperienza amministrativa all’opposizione della giunta Betti, aveva sposato il progetto Del Ghingaro: si narra che sia stata lei la prima politica viareggina a varcare il monte Quiesa e a recarsi a Capannori per sondare il terreno sull’eventualità (poi diventata realtà) che l’ex primo cittadino del Comune della Piana lucchese, scendesse in campo a Viareggio. Detto e fatto. Una ‘delghingariana’ della prima rosa, dunque, che ora si fa da parte facendo rumore e aprendo il ventaglio degli interrogativi all’insegna del ‘perché?’.
C’é da pensare che dietro questo ‘gran rifiuto’ della Martina ci siano dissapori e incomprensioni germogliate già all’epoca in cui Del Ghingaro e la sua vice (per l’appunto Rossella Martina), che sono diventati nel tempo vere e proprie lacerazioni. Fino allo strappo che non sembra facilmente ricucibile. Del Ghingaro dà l’impressione di avere bisogno di pasdaran votati, sic e sempliciter, all’obbedienza assoluta ai suoi programmi. E’ un modo di governare anche questo: niente da eccepire. D’altronde se la maggioranza dei viareggini che è andata al voto, gli ha dato il consenso tanto da sbaragliare la concorrenza vuole dire l’ex sindaco di Capannori è riuscito, a scatola chiusa, a conquistare la loro fiducia. Ed è legittimo che governi la città. Basta che ricordi un fatto: governare una città, non vuol dire occupare le stanze del potere, ma lavorare nel reale interesse di tutti. Nessuno escluso. Se veramente vuole dare un segno di svolta – pur con le indiscusse difficoltà degli effetti devastanti del dissesto – non lo dimentichi. Né lui, né i vecchi e nuovi assessori. Meno comunicati stampa per annunciare aria fritta, meno foto celebrative con persone sempre sorridenti e più fatti concreti che la gente possa toccare con mano o vedere con i propri occhi.