Le spine (previste e non) per la giunta Del Ghingaro

Cantare e portare la croce. E’ questo il prezzo che la giunta guidata da Giorgio Del Ghingaro deve ‘pagare’ giorno dopo giorno nella gestione di una città difficile e dissestata economicamente qual è Viareggio da qualche anno. Quando ha deciso di scendere in campo, l’ex sindaco di Capannori sapeva i rischi a cui andava incontro. Forse non pensava che il quadro – non solo economico – della città fosse quello che poi gli si è parato di fronte una volta giunto nella stanza del bottoni. Ora che ci è ritornato, dopo la complessa vicenda post-elettorale su presunti errori nel conteggio dei voti, la situazione non è cambiata. E sarà difficile che ci possa essere a tempi brevi un cambiamento radicale visto che Viareggio deve fare i conti… con i conti e con la prospettiva che alcuni suoi gioielli (una parte del porto, il Centro Congressi, la piscina comunale e il palazzetto dello sport) finiscano all’asta per effetto del rovinoso fallimento delle società partecipate.

Giorgio Del Ghingaro ha avuto sì il flauto magico per convincere la maggioranza dei viareggini a sostenerlo (e poi a votarlo in maniera massiccia) nella campagna elettorale di un anno fa ma non ha (ne avrebbe potuto) la bacchetta, anche questa magica, per guarire una città che sconta le scelte del passato, una certa connaturata presunzione e soprattutto i colpevoli silenzi (di fronte ai conti che non tornavano e incominciavano a zoppicare) di chi dal 2000 in avanti ha amministrato Viareggio.

Politicamente la nuova giunta si è da una parte indebolita per l’addio di Rossella Martina (ex vice-sindaco e grande regista dell’avvento di Del Ghingaro a Viareggio con la senatrice del Pd, Manuela Granaiola) ma ha incassato, almeno sulla carta, un accordo formale di ‘non belligerenza’ radicale da parte del Pd. Ma è nel quotidiano che i problemi si affastellano uno dietro l’altro e per Del Ghingaro & C. si preannunciano salti mortali per fornire risposte adeguate alle istanze che provengono dal tessuto socio-economico della città, dalle associazioni, dai quartieri. Ma – rimodellando un vecchio adagio toscano – con pochi lilleri non si lallera. E’ vero che le due Fondazioni (Pucciniano e Carnevale) riceveranno nuovamente un contributo di 300mila euro (per poter respirare in vista della prossima stagione) ma il comparto alberghiero cittadino è salito sulle barricate di fronte alla prospettiva che la tassa di soggiorno possa tornare ai massimi. “Rischiamo di allontanare i turisti e di finire fuori mercato” hanno sottolineato i rappresentanti delle associazioni di categoria, ricordando come in altri Comuni della costa versiliese, la tassa di soggiorno o non c’è oppure è ai minimi. Un braccio di ferro che arriva proprio in concomitanza con il fine anno che storicamente è stata sempre un’importante bolla di ossigeno vitale per chi è al timone degli alberghi. Questo balzello non solo rischia di penalizzare le presenze nelle strutture ricettive ma anche in tutte le altre attività cittadine del terziario. Basta fare un giro in città e vedere quanti cartelli affitti e vendesi, per rendersi conto di qual è lo stato di salute di Viareggio.

C’è poi il problema della sicurezza che nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine continua ad essere da bollino rosso: il ‘coprifuoco’ in alcune zone della città è reale. Il Comune sta cercando di trovare la quadratura del cerchio visto che l’ordinanza di chiusura delle attività alle 19,30 in piazza della Stazione (firmata dal commissario straordinario) viene considerata troppo restrittiva e penalizzante. Insomma un problema dietro l’altro. Ma c’è chi pensa – e questo pensiero è nel Dna di Viareggio – che fra poco più di un mese si comincerà a parlare di Carnevale, una sorta di panacea dei mali quotidiani della città, un’isola felice che aiuta a dimenticare. E una volta passato il Carnevale, si comincerà a lavorare in vista della stagione estiva… Un’esercitazione mentale per mettere all’indice i pensieri. Ma potrebbe non essere sufficiente per ‘vivere’ meglio. Anzi non lo è soprattutto per quelle 2300 famiglie che presto cominceranno a ricevere le notifiche di pagamento di tasse evase negli anni scorsi che hanno contribuito non poco a far lievitare le cifre del dissesto.