Viareggio, per Del Ghingaro può essere un ‘Grasso’ Natale

Sussurri, voci, indiscrezioni e mezze verità nell’attesa della fumata bianca: un cliché già visto che comunque intriga e soprattutto fa discutere. La ventilata candidatura del sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro – o meglio candidatura sostenuta vigorosamente dai suoi fedelissimi – per un posto al sole nella politica romana, in viste delle elezioni politiche di primavera sta facendo molto rumore. Per ora stemperato dal vocio prodotto da altri pretendenti ad un posto in lista ma che potrebbe produrre una reazione a catena il giorno in cui, se arriverà, la candidatura di Giorgio Del Ghingaro dovesse diventare ufficiale. Ma in quale partito, lista o movimento? I suoi fedelissimi sperano sempre che il Pd possa riaprirgli le porte o per il Senato o per la Camera, ma la presenza sul territorio provinciale (al di là del nuovo disegno dei collegi) di due pezzi da novanta come il senatore Andrea Marcucci o l’ex presidente della Provincia e consigliere regionale Stefano Baccelli (personaggi carismatici che hanno un vasto bacino di consensi) potrebbe rivelarsi una soluzione ‘non conveniente’ a seconda di quale sarà il risultato finale delle urne. Ovviamente siamo sempre nel campo dei ‘se’: la verità-verità è nelle sedi dei partito o in qualche saletta riservata di ristoranti dove – la politica è anche questa – si studiano strategie, si definiscono accordi che dovrebbero essere segreti, ma che alla prova dei fatti diventano spesso come i segreti di Pulcinella.

Sta di fatto che mentre i fedelissimi viareggini di Del Ghingaro tifano per ‘una candidatura nel Pd’, dietro le quinte potrebbe invece prendere corpo una vera intesa con il movimento ‘Liberi e uguali’ del presidente del Senato Piero Grasso: l’avvicinamento che c’era stato nei mesi scorsi fra il sindaco di Viareggio e il presidente della Regione, Enrico Rossi (antirenziano di ferro e scissionista della prima ora) potrebbe diventare qualcosa di più sostanzioso, con nero su bianco in chiave elettorale. All’insegna del ‘poi si vedrà’, ma contando comunque sui primi sondaggi che danno il simbolo di Grasso in grado di avere una percentuale di voti in Toscana (fra l’8 e il 10%) in grado di far staccare al ‘candidato Del Ghingaro’ il biglietto per Roma. Ovviamente, vale la pena ribadirlo, siamo sempre ai ‘se’ che cominciano però a trasformarsi in ‘forse’. Vedremo.

E’ chiaro che l’eventuale candidatura alle politiche di Del Ghingaro (con eventuale promozione) aprirebbe semmai un altro fronte, stavolta interno: Viareggio dovrebbe andare l’anno prossimo alle urne. E in quel caso, Del Ghingaro – e i suoi fedelissimi – sarebbero pronti a mettere in moto l’infernale macchina da ‘guerra elettorale’ che nel 2015 produsse il rivoluzionario risultato (Pd ufficiale sbaragliato, centrodestra sconfitto, avanti tutta l’alleanza trasversale delle liste civiche pro Del Ghingaro), con l’attuale vice-sindaco Valter Alberici, pronto a raccogliere il testimone. Fantapolitica? Oppure la realtà… del futuro. Non rimane che aspettare. Che Del Ghingaro & C. stiamo pensando in grande a Viareggio e dintorni, viene anche dai contatti che fedelissimi del sindaco hanno avuto con notabili di Massarosa: il Comune guidato dalla giunta di centrosinistra con sindaco Franco Mungai si trova – economicamente – con l’acqua alla gola. Le elezioni amministrative previste nella primavera del 2019 potrebbero essere addirittura anticipate se il Pd (e i suoi alleati) non riuscirà a trovare la quadratura del cerchio dei conti, condizionati sì da una sostanziosa evasione dei contribuenti, ma anche dalla gestione del ciclo dei rifiuti (vecchi contenziosi per l’impianto di Pioppogagtto) che ciclicamente rischia di mandare a carte quarantotto il bilancio comunale.