Torna Del Ghingaro e rilancia la sfida per guarire la città

Viareggio non volta pagina. Torna indietro di qualche mese. Della serie: dove eravamo rimasti? Eravamo rimasti con Giorgio Del Ghingaro sindaco, capace prima di sparigliare il centrosinistra e poi di sconfiggere alle elezioni, sia il candidato ufficiale del Pd (Luca Poletti) che il leader del centrodestra-populista (Massimiliano Baldini). Ma per i pastrocchi elettoriali in due sezioni, era cominciato il valzer dei ricorsi sostenuti soprattutto da Baldini, escluso dal ballottaggio per una manciata di voti. Ricapitolando: il Tar aveva deciso di annullare le elezioni amministrative e Del Ghingaro aveva dovuto lasciare la carica al commissario straordinario Stefano Stelo, in attesa della sentenza definitiva del Consiglio di Stato. La decisione è arrivata: niente ritorno al voto, niente annullamento delle elezioni della primavera 2015, Giorgio Del Ghingaro deve tornare a fare il sindaco.
Punto e a capo insomma. Come dicevamo in apertura: dove eravamo rimasti? dirà il sindaco ai suoi assessori, ammesso ma non concesso che i vecchi rimangano al loro posto (non sono esclusi mini-rimpasti). Ma lo dirà anche ai viareggini, sperando di convincere ancora coloro che non lo avevano votato di essere la persona adatta a portare Viareggio sulla retta via. La città ha bisogno di una guida politica sicura per affrontare i numerosi problemi che ogni giorno scuotono le vite delle gente e dei quartieri. Una città che – Del Ghingaro non poteva avere la bacchetta magica – che deve dare sempre i conti (e chissà per quanto tempo dovrà farli ancora) con il mostruoso dissesto che produrrà nei mesi a venire dolorose ‘perdite’ a cominciare dal Centro Congressi, per passare alle banchine del porto, per non parlare di alcuni impianti sportivi, destinati a finire all’asta per effetto della Patrimonio, la società partecipata del Comune.
Nei primi mesi del suo governo cittadino, Del Ghingaro aveva cercato di scuotere la città: si era rimboccato le maniche, in certe occasioni era anche sembrato sopra le righe, mostrando – lui e qualche assessore – anche un’esuberanza eccessiva che rischiava di sfociare nell’arroganza. Ma gli va dato atto – al di là dell’essere antipatico o simpatico a pelle – di avere cercato di mettere la barra a dritta, puntando su alcuni aspetti (a cominciare dal recupero dell’arredo urbano) che in una città che vive di turismo per tutto l’anno sono prioritari. Resta da capire semmai quale sarà l’atteggiamento del Pd ufficiale: quello uscito sconfitto dalle elezioni, ora all’opposizione. Ma il tempo e le dinamiche nazionali avranno stemperato le frizioni del passato? Oppure torneranno ad affiorare? Un fatto è certo: quando Del Ghingaro ha lasciato il posto di sindaco (per fare spazio al commissario) aveva perso qualcuno dei pasdaran che lo avevano affiancato nella prima ora del suo avvento alla guida della città. Insomma era una maggioranza più debole, numericamente, di quella di partenza. Ma la politica è il regno del possibile e dell’impossibile: chissà che il nuovo Del Ghingaro non sia più forte di prima. Staremo a vedere.