Viareggio, una ‘Fondazione’… per tre galletti nel pollaio della politica

Lo sanno solo loro, i protagonisti: il braccio di ferro fra il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro e il presidente della Fondazione Carnevale Maria Lina Marcucci è reale oppure esiste solo nei rumors dei Palazzi della politica locale? L’interrogativo rimane sospeso nel limbo nell’attesa dei prossimi incontri ufficiali per capire se il raffreddamento ­- vero o presunto che sia – dei rapporti fra i due numero uno possa stemperarsi con un bella foto, sorridenti & strette di mano, oppure si arrivi alla rottura. Ma questa ipotesi appare al momento remota. Bisognerà vedere come andranno le elezioni politiche della primavera 2018, con annessi e connessi e non dimenticare mai che ‘Parigi val bene una messa’.
E’ innegabile però che il retaggio di vecchie questioni economiche e di debiti che il Comune in dissesto aveva con la Fondazione abbiamo creato qualche problema nella quadratura del cerchio dei rapporti: il ‘ciclone’ Maria Lina ha innervato il Carnevale con una gestione sprintata e innovativa, baciata soprattutto dal bel tempo in occasione dei corsi mascherati, guadagnando ulteriore visibilità mediatica e suscitando, allo stato subliminale, piccole invidie a trecentosessanta gradi. Tutto il resto, nel rapporto fra Del Ghingaro e Maria Lina Marcucci sono schermaglie. Politiche e non, visto che il primo cittadino è diventato simpatizzante dell’Mdp ‘rossiano’ nemico del Pd ‘renziano’ . Ma non sono da escludere anche frizioni caratteriali perché quando vengono a contatto due personalità di polso e di carattere, inevitabile che la dialettica serrata e rovente possa relegare la diplomazia all’angolo.
Ma sicuramente c’è dell’altro dietro spifferi del Palazzo: il sindaco Giorgio Del Ghingaro (che con il sostegno dei suoi pretoriani si sta impegnando a fondo per ridare un volto gradevole all’arredo urbano della città) ha in mente un ambizioso progetto culturale e turistico: unificare le due Fondazioni, Carnevale e Festival Pucciniano, sotto un’unica regia. ‘Se l’obiettivo sarà raggiunto – ha spiegato il primo cittadino – potrà iniziare il percorso di razionalizzazione dei due enti in modo che tutto il sistema culturale sia unito in un unico soggetto e gestito con un’unica regia: che non significa fusione anche perché le due Fondazioni godono di contributi pubblici anche grazie alle loro specificità giuridiche. Abbiamo però l’obbligo di razionalizzare personale costi, cda e ottimizzazione delle risorse’. Resta da capire se chi ha avuto fino ad oggi una poltrona o un seggiolino, si farà da parte in silenzio senza chiedere nulla in cambio. E ancora: chi sarà il presidente della ‘super Fondazione’? Mistero. Un nome nuovo? Oppure uno dei presidenti della due Fondazioni, Maria Lina Marcucci o Alberto Veronesi? O addirittura lo stesso primo cittadino che non è certo il tipo che si tira indietro quando c’è posto sulla passerella della ribalta. Tre possibili pretendenti per un posto. Staremo a vedere. Un fatto è certo: a Del Ghingaro solo la poltrona di primo cittadino di Viareggio sta molto stretta. Guarda a Sud e a Est, verso Roma o verso Firenze. Ma non dipende solo da lui. Intanto a livello locale – anticipando una profetica ‘Grande Coalizione’ – è diventato più amico di Massimo Mallegni, ormai ex sindaco di Pietrasanta futuro candidato del centrodestra alle politiche di primavera, che non dei sindaci di sinistra renziani della costa e dell’entroterra viareggino e versiliese. Memorabili i suoi scontri primaverili e estivi con Alessandro Del Dotto, primo cittadino di Camaiore, sull’utilizzo sperimentale dell’acido paracetico per combattere l’inquinamento dei fossi che sfociano al mare (un rischio per la balneazione). Assieme a Mallegni, Del Ghingaro ha prodotto il corto circuito della Società della Salute visto che i due Comuni più grossi hanno fatto ‘ciao ciao’ agli altri compagni di avventura.
Insomma, il primo cittadino non si è limitato alla normale amministrazione e a rimettere in sesto i cocci di una città smarrita e impoverita dal dissesto. Ha cercato di ridarle visibilità anche indossando quei bermuda in una cena al ristorante del Club Nautico Versilia (là dove sono proibiti) diventati un must dell’estate 2017. Ma intanto gli impianti sportivi, dopo il Centro Congressi Principe di Piemonte (un tempo i gioielli del Comune), stanno per andare all’asta…. Non per colpa sua, sia chiaro: il fallimento della Patrimonio è stato un frutto proibito prodotto dal passato, ma pensare che l’avvento di Del Ghingaro potesse guarire Viareggio da tutti i mali e che il professionista venuto da Capannori fosse davvero l’uomo della Provvidenza, era una pretesa troppo grossa.