Viareggio &; Versilia, la balneazione è un bene (economico) da proteggere

Allarme arancione. Fra fake news e verità-vere, fra allarmismo esagerato e realismo edulcorato, la stagione turistica è iniziata con due temporanei divieti di balneazione sulla costa viareggina e versiliese, da Torre del Lago a Forte dei Marmi, passando per Viareggio, Lido di Camaiore e Marina di Pietrasanta  che hanno innescato non solo polemiche, ma dato il via allo stillicidio di interrogativi e di telefonate preoccupate ricevute dagli operatori del settore da chi aveva già prenotato da tempo la vacanza. ‘Se non si può fare il bagno, andiamo da un’altra parte’. E giù a spiegare che si tratta di divieti momentanei, che ci sono sempre stati, che possono essere fisiologici in questo periodo dell’anno, che in piena stagione, non ci saranno problemi di sorta. Insomma, rassicurazioni e giustificazioni alla ricerca della fiducia assoluta nel prodotto ‘mare pulito’ ma con il rischio, purtroppo, – i precedenti ci sono, basta guardare la storia degli ultimi anni, in particolar modo all’estate 2015 – che qualche divieto temporeaneo possa capitare fra capo e collo anche nel pieno della stagione. Divieti che nascono dalla presenza, superiore ai limiti consentiti, del batterio escherichia coli, che tutti i Comuni della costa, in compartecipazione con il Consorzio di Bonifica e di Gaia (il gestore pubblico dell’acqua) da anni cercano di combattere con tutte le loro forze. Ma per molto tempo, quella che oggi può sembrare una Santa Alleanza, ha invece dato l’impressione di essere ‘vincola e sparpagliata’ (come profetizzava nei suoi sketch televisivi Peppino De Filippo con ‘Pappagone’ negli anni ’70 all’epoca della televisione in bianco e nero), ognuno per la sua strada, con le sue ricette, tutti convinti di avere a portato di mano la formula della tranquillità della balneazione. Ma in concreto, nell’attesa di ogni analisi dopo il campionamento dell’acqua, sudate… fredde per il timore che i sindaci debbano firmare un nuovo divieto. Toccare ferro, please.
Purtroppo, per la particolare conformazione del sistema orografico del territorio viareggino e versiliese, i corsi d’acqua che sfociano a mare – Burlamacca, Fosso dell’Abate, Motrone e Fiumetto – presentano debolezze a monte, attraversando zone urbanizzate dove (il caso più clamoroso è per il Fosso dell’Abate, che segna il confine fra i comuni di Camaiore e di Viareggio), non sono stati ancora definitivamente individuati scarichi abusivi. Proprio questi ‘abusi ambientali’, che non passano dagli impianti di depurazione (il sistema è stato potenziato negli ultimi anni) possono diventare l’anello debole del sistema, facendo arrivare a mare prodotti con una carica batterica fuori norma, che si trasforma in un attentato temporaneo alla balneazione. Il resto, in caso di analisi dei tecnici dell’Arpat, l’agenzia regionale per la tutela ambientale, non è difficile da immaginare, anche se poi in questo tourbillon c’entrano pure le condizioni metereologiche: in passato era sufficiente un improvviso acquazzone per rimescolare le acque e fornire un risultato ‘non veritiero’ dello stato di salute. Un circolo vizioso di fronte al quale i Comuni – soprattutto Camaiore, con un progetto finanziato dalla Regione e sostenuto, dal punto di vista tecnico dall’Università – hanno cercato di mettere un freno con l’utilizzo dell’acido peracetico per abbattere la carica batterica delle acque dei fiumi destinate a finire in mare. Progetto sperimentale che ha avuto una genesi contestata. Come contestato è stato il prodotto finale, visto che dopo un anno di studi e di esperimenti, agli albori della stagione 2018 sono arrivati i primi due divieti che hanno sì avuto una breve durata, ma hanno finito per inzaccherare l’immagine turistica vacanziera. ‘Tranquilli, d’estate andrà bene non ci saranno problemi: Viareggio e la Versilia sono pronti a fare la loro parte’: gli operatori e i politici che governano i Comuni della costa fanno professione di ottimismo, sostenuti anche dai risultati del movimento turistico del 2017 (dati ufficiali della Provincia) che hanno fatto registrare un segno più rispetto all’anno precedente. L’economia turistica di Viareggio e della Versilia ha però bisogno di certezze e il ‘vade retro‘ ai precedenti divieti di balneazione non deve essere solo un augurio o una speranza, ma poggiare anche su solide basi tecniche e scientifiche senza dimenticare l’azione degli 007 ambientali impegnati nella caccia a chi, con coscienza o incoscienza, sa di non essere collegato alla rete fognaria e alla depurazione delle acque. E’ questa la prima battaglia da vincere per avvicinare a zero il rischio dei divieti di balneazione (ma c’è sempre chi fa il bagno lo stesso) che, seppur temporanei, si trasformano in un pugno nello stomaco per l’immagine della zona e di chi vive e fa economia con il turismo balneare.