Viareggio vs Camaiore, fra elezioni e balneazione sotto lo sguardo del Pd

NEMICI per la pelle: da qualche settimana, i rapporti fra il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto e quello di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro non sono solo turbolenti ma astiosi. Un astio non solo politico: se uno dice bianco, l’altro replica nero. E giù accuse, polemiche, ironia di basso profilo, pasdaran dell’uno e dell’altro che lanciano accuse. In ballo c’è l’utilizzo dell’acido peracetico che in sostanza dovrebbe garantire una maggiore sicurezza per la balneazione di quella parte della costa versiliese – in particolar modo fra Viareggio e Lido di Camaiore – che nel 2016 era finita nel mirino dell‘Arpat con alcuni divieti che avevano fatto drizzare i capelli ai balneari e in generale a tutte le categorie economiche che vivono di turismo. Un progetto che vede la Regione in prima fila con il supporto tecnico e scientifico dell’Università di Pisa. Per Del Dotto – al comune di Camaiore è stato assegnato il compito di realizzare i lavori – è la soluzione migliore, visto l’acido peracetico non viene gettato nei fossi ma nelle vasche a monte dei depuratori, sotto il controllo dell’Arpat; per Del Ghingaro siamo di fronte ad una dimostrazione di incapacità da parte del suo collega, sposando in toto la tesi del candidato a sindaco del centrodestra camaiorese, Giampaolo Bertola che bolla come inutile la soluzione del peracetivo. Sì, perché Del Dotto è a una settimana dall’appuntamento con il primo turno elettorale e non avrebbe voglia di polemiche supplementari, vista la strana alleanza fra Del Ghingaro e Bertola. Senza dimenticare che lo stesso Del Ghingaro ha aperto un tavolo di lavorosu temi economici e ambientali con Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta, massima espressione del centrodestra versiliesi in odore di candidatura per le prossime politiche. Insomma, accordi che appaiono trasversali anche se in fondo a queste argomenti sembra materializzarsi il disegno di rendere più debole la posizione di Del Dotto agli occhi dell’opinione pubblica e in particolar modo all’elettorato camaiorese. Così i primi risultati della sperimentazione del peracetico sono ‘positivi’ per Del Dotto e ‘negativi’ per Del Ghingaro, anche se alcuni tecnici non hanno potuto far notare come il problema venga da lontano visto che una parte dei quartieri viareggini ha un sistema fognario traballante e poco sicuro.

Una sfida a tutto campo fra Del Dotto e Del Ghingaro, con personaggi-tifosi che in passato erano bersaniani, poi renziani e ora rossiani e viceversa, che si atteggiano a ‘so tutti io’ , tranciando giudizi contro l’uno e contro l’altro fornendo una ricetta per la sicurezza della balneazione basata su dati empirici e non frutto di studi come quelli dell’Università di Pisa che collabora con la Regione. Risultato finale: una gran confusione, amplificata dal cosmopolita popolo dei tuttologi dei socialnetwork  che disorienta la gente comune.

Eppure Del Ghingaro e Del Dotto hanno un’origine comune nel partito Democratico. Attenzione però: mentre il sindaco di Camaiore è stato un renziano della prima ora, quello di Viareggio ha dato l’impressione di essere uno spirito libero prima di sposare la ‘scissione’ del presidente della Regione, Enrico Rossi. Probabilmente la guerra contro Del Dotto è la proiezione locale di quella che Del Ghingaro ha da tempo aperto con i vertici regionali del Pd: il sindaco viareggino – che aveva fatto il primo cittadino a Capannori per dieci anni prima di valicare il Quiesa e di conquistare il Palazzo a poche centinaia di metri dal mare – aveva litigato a cappello in terra con i colonnelli di via Regia (la sede di Viareggio del Pd) che avevano escluso le primarie per le elezioni del 2015. Morale: Del Ghingaro aveva corso da solo, alla guida di diverse liste civiche trasversali, e sbaragliato la concorrenza, vincendo le elezioni e costringendo alla resa il candidato ufficiale del Pd, Luca Poletti. Uno smacco per il Pd che fa ancora fatica a riprendersi, mentre il sindaco – da quando è tornato a pieno titolo in carica: ricordate la storia delle votazioni contestate? – si è messo a lavorare con impeto, trovando in mezzo a mille problemi (gli effetti del dissesto si sentono ancora) anche indubbi slanci positivi: il rilancio della mostra della nautica ha dato una bella scossa, dimostrando che in città ci sono idee e risorse per rimettersi in moto.

Ma per completare l’opera, per segnare un’altra rete nella porta del Pd, Del Ghingaro vorrebbe mettere in ginocchio Del Dotto che fra una settimana ha il primo appuntamento elettorale amministrativo: il sindaco uscente deve guardarsi da Giampaolo Bertola (centrodestra), dalla lista civica della mina vagante Marco Daddio, dal grillino Francesco Ceragioli e dalla sinistra più a sinistra (Ilaria Duccini). Del Dotto punta al bis, Bertola cerca di ritornare sullo scranno dove è stato seduto per dieci anni, Daddio, Ceragioli e Duccini potrebbero essere i terzi incomodi. Riuscirà Del Ghingaro a fare bingo? Riuscirà Del Dotto a sottrarsi all’agguato? Una prima verità non dovrebbe tardare. Per il peracetico c’è solo da sperare che tutto vada per il meglio: le categorie economiche versiliesi toccano ferro e soprattutto accendono ceri al bel tempo.